Collaborare con influencer noti nel mondo del calcio può aiutare le aziende a raggiungere una vasta audience di appassionati e ottenere visibilità per il proprio brand o prodotto. Sì, perché a parte Johann Cruijff, che per primo si identificò nel numero 14, infischiandosene delle regole, fino a inizio Duemila non esistevano, nel calcio, le maglie personalizzate. L’eccezione per il Campione di turno avvenne già nel 1974, quando l’Olanda lasciò a Cruijff il 14, pur rispettando meticolosamente l’ordine alfabetico, tanto da schierare in porta il numero 8 e in attacco, con il numero 1, Ruud Geels. Decisamente più internazionale la scelta di Marco Fortin, ex-portiere, che a inizio Duemila indossò il 14, fourteen in inglese. Scelta anticonformista anche per Jonathan de Guzmàn, canadese naturalizzato olandese, che scelse il numero 1 per la stagione al Chievo Verona. Scelse il 10 Cristiano Lupatelli, portiere della storica prima stagione in Serie A del Chievo Verona; Bucci, nel Parma, preferì la numero 5 e poi la numero 7, mentre Soviero espresse la sua noia da numero 1 indossando la 8 durante la sua esperienza a Crotone. La giornata di sole, caldo e la prima domenica presumibilmente di ferie non fanno assolutamente desistere i tifosi spallini dal seguire la primissima gara ufficiale della stagione biancazzurra contro il Messina.
L’8 settembre 2015, nella partita persa per 2-1 in casa della Lituania, la nazionale sammarinese torna a segnare in una partita ufficiale dopo due anni, a quattordici anni dall’ultimo gol realizzato in trasferta (25 aprile 2001, contro la Lettonia). La tendenza al rinnovo nelle maglie calcio anni 80 varia da squadra a squadra: c’è chi, come il Milan, cambia sponsor ogni anno (i primi in assoluto: Pooh, Hitachi, Olio Cuore, Oscar Mondadori) e chi come i cugini interisti, che dopo aver provato “Inno-Hit”, passano a Misura con un contratto che dura parecchi anni (ricordiamo anche la Roma fedele alla Barilla). Se sei un nostalgico dello sport d’altri tempi o semplicemente ti piace ricordare quando la tua squadra del cuore, nei lontani anni Ottanta, vinceva tanti trofei e ora non ti da le stesse soddisfazioni, probabilmente quello che stai cercando sono i migliori siti per comprare maglie di calcio vintage. Non sono un fanatico del calcio, ma vivo nella zona nord di Londra ed è davvero entusiasmante quando l’Arsenal segna.
Le estremità delle maniche e le strisce su entrambi i lati sono di colore rosso vivo. Molti, al contrario, sono gli estremi difensori che hanno preferito giocare con numeri ben poco convenzionali. Luigi Barzini, Gli Italiani. L’ex calciatore del Valencia è l’ultimo esponente di una stirpe di grandi pensatori che vede il capostipite del movimento in Fabio Gatti, centrocampista perugino che, all’esordio in Serie A, proprio durante la stagione 1999/2000, scese in campo con la maglia numero 44, dedicata alla celebre canzone dello Zecchino d’Oro Quarantaquattro gatti, dichiarando che 4 Gatti gli sembrava un abbinamento triste. Accostare il nome della squadra (e della città) ad uno sponsor, per favorire gli interessi di marketing della società, barattando la storia con interessi economici e pubblicità , è la massima espressione di un calcio moderno a cui niente importa della passione ma che guarda soltanto al businnes, quello stesso calcio moderno al qual il movimento ultras ha da sempre dichiarato guerra. Il leggendario portiere Jorge Campos, famoso per i completini dai colori sgargianti che si disegnava, viene ancora ricordato come uno dei portieri più singolari della storia del calcio. È la nazionale africana più presente nelle fasi finali dei mondiali: conta 8 partecipazioni alla manifestazione, nella quale, come miglior risultato, ha raggiunto i quarti di finale nel 1990 (prima nazionale africana a riuscirvi).
L’anno successivo, per la prima volta dalla stagione 2003-2004 torna il canonico colletto, mentre l’ordine di fascia biancorossonera e sponsor viene nuovamente invertito, caratteristica che va a richiamare i modelli degli anni 1990 e i primi anni 2000. Lo stemma si trova nuovamente sul petto, ma posizionato stavolta più in alto del solito, quasi all’altezza della clavicola. In considerazione anche degli oltre 3000 abbonamenti già sottoscritti, la ‘febbre’ è altissima in vista del ritorno in serie B dopo 23 anni di attesa (inizio del campionato in programma il prossimo 27 agosto in casa del Benevento). Nella stagione 2006-07, anno del ritorno della squadra in Serie B, è stata toccata la quota record di 5386 abbonamenti. È di Macron una delle operazioni di restyling più interessanti tra quelle viste in apertura della stagione già in corso. Nella stagione 2009-2010 Paloschi ha disputato 18 gare (17 in Serie A e una in Coppa Italia) segnando 4 gol in campionato. Passano 20′ e i ragazzi di mister Semplici confezionano uno splendido gol del vantaggio.